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Politica

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Italian, EU, World Politics

431 members
Posted byBoldin/politica-Nov 27, 2016 at 4:31 PM

Avvitati su uno solo

"Il governo tecnico non lo posso scongiurare io, lo dovete scongiurare voi con il Sì. Il rischio c'è, è evidente". Così, a una settimana dal voto, il premier ci ha riportati alla casella di partenza. All'après moi le déluge. Erano già dive

Avvitati su uno solo

blogautore.espresso.repubblica.it
Comments13
  • MaleInItaly1978Nov 28, 2016 at 5:17 AM

    Personalmente ho trovato e trovo più che giusto che Renzi rimetta il mandato in caso di sconfitta: il suo governo è nato con il chiaro mandato di fare le riforme, se fallisce la più importante, quella costituzionale, DEVE andare a casa, rottamando, anche in questo caso, l'eternità della classe dirigente politica italiana che, sprezzante di sconfitte e catastrofi, si ripropone senza vergogna ad ogni occasione, rispolverando e riverginando persino cataclismi come Cirino Pomicino e De Mita, protagonisti della stagione che ha creato le pessime condizioni in cui ci troviamo ad operare oggi.

    E trovo pure giusto il richiamo all'alternativa all'attuale governo: se fallisse la Riforma Costituzionale non entrerebbe in vigore nemmeno l'Italicum e, con i numeri dell'attuale parlamento, si creerebbe un governo non instabile, ma, nella migliore delle ipotesi, proprio immobile come fu quello di Letta; nella peggiore, invece, saremmo commissariati da Bruxelles in attesa di nuove elezioni da svolgersi col Consultellum o, orrore, con una nuova legge elettorale proporzionale approvata coi voti di FI, M5S, Sel, LN, FdI, SI, minoranza PD (i popcorn li offro io per commentare le eventuali trattative tra Toninelli, Calderoli, Gotor, Civati, Meloni Fassina e Ghedini), che tutto garantirà tranne la creazione di una maggioranza omogenea (e di un governo che, finalmente, attui un programma coerente con quello presentato dai partiti alle elezioni).

    Quanto ai mercati che guardano con favore a un fallimento della Riforma e, conseguentemente, del governo Renzi, mi perdonerà Gilioli una sonora risata: chi mai gli avrà detto d'essere disposto ad investire in un Paese senza una chiara e stabile linea politica ed economica? Chi investirebbe in un Paese che dovrà pagare dazio ai capricci di Berlusconi, alle istanze securitarie di Salvini, alle utopie di Fassina e alle bufale di Grillo?

    Se vincesse il NO non sarebbe la fine del Mondo, che quello continua a girare nonostante noi: sarebbe la fine di ogni speranza di ripresa, di recuperare il passo con l'Europa, accartocciati come saremmo, per almeno altri 10 anni, a discutere di riforme mentre il Mondo, nel quale dovremmo proiettarci per rilanciare l'economia, arginare l'afflusso di masse di diseredati e rafforzare la cooperazione internazionale per la soluzione di crisi sempre più violente e pericolose.

    • BoldNov 28, 2016 at 6:40 AM

      Per come la vedo io, il problema è nel tempismo: le dimissioni non si annunciano, si rassegnano. Dire "ho fallito il mio mandato, quindi mi dimetto" è atteggiamento serio e maturo, viceversa dire "se uscirà un risultato diverso da quello che voglio io mi dimetterò da Presidente del Consiglio, e dalla mia posizione di segretario del partito di maggioranza relativa farò vedere i sorci verdi al paese: uomo avvisato..." suona un po' ricattatorio, a mio avviso.

      • MaleInItaly1978Nov 28, 2016 at 6:48 AM

        Renzi ha preannunciato dimissioni in caso di bocciatura della sua Riforma, non in caso di pareggio della Fiorentina contro l'Inter.

        Capisco che sia sconvolgente questo modo "nuovo" di fare politica, di assumersi le responsabilità e le conseguenze della sconfitta (ricordiamo il mitologico "Abbiamo non vinto" di Fassina e Bersani e il monumentale "Se perdo le europee me ne vado" di Grillo), ma gli elettori devono essere edotti e consapevoli delle conseguenze del voto o rischiamo, come accaduto per la Brexit, che vinca uno schieramento che ha basato tutta la sua campagna sulla menzogna dei fondi del Servizio Sanitario Nazionale.

      • BoldNov 28, 2016 at 12:06 PM

        Bisogna distinguere tra il Renzi Presidente del Consiglio, che come dici tu ha ricevuto preciso mandato di fare le riforme e se non riesce è coerente nel dimettersi, e il PD di cui Renzi è segretario, che in quanto partito che ha vinto (o, se ti piace citare Bersani, ha "non perso") le ultime elezioni politiche ha la responsabilità del governo del paese. In questo senso, o Renzi si dimette anche da questo ruolo oppure, se rimane, ha il dovere di farsi parte diligente nel cercare di costruire una nuova maggioranza (o, più realisticamente, la stessa maggioranza di adesso): il messaggio "o me, o il diluvio" mi sembra inappropriato, scorretto e irricevibile.

        Mia opinione ,sia chiaro, ognuno potrà condividere o dissentire.

      • MaleInItaly1978Nov 28, 2016 at 12:17 PM

        Non capisco la logica del discorso: che tipo di obbligo avrebbe il PD (e per esso Renzi) di governare?

      • BoldNov 28, 2016 at 12:27 PM

        Tutti i partiti si candidano alle elezioni perché ambiscono a governare, siamo d'accordo?

      • MaleInItaly1978Nov 28, 2016 at 12:46 PM

        Non sarei così sicuro di questa affermazione.

        Tanto per cominciare gente come Vendola Civati e Grillo, con tutti i dovuti distinguo, non ha alcuna intenzione di governare: sono forze antisistema, possono esistere solo all'opposizione (e lo sanno).

        Se fosse vero quello che dici, ad esempio, il Movimento 5 Stelle, in quanto seconda forza del Parlamento, avrebbe avuto altrettanto obbligo di governare assieme a Bersani quando questi gliene offrì la possibilità. O no?

        Il dovere di governare, se così vogliamo chiamarlo, potrebbe funzionare solo con un sistema che assegni a una sola forza politica (partito o coalizione elettorale indissolubile) la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. E non è il caso del PD che ha solo la maggioranza relativa.

        Ma se pure vigesse già un sistema in grado di fornire quelle condizioni, in tutte le democrazie occidentali è più volte capitato che le forze al governo, vedendo le opposizioni in grave difficoltà, rendessero necessario lo svolgimento di nuove elezioni proprio per approfittare della debolezza delle opposizioni e avvantaggiarsi ottenendo una più ampia maggioranza.

        In sintesi: non esiste alcun dovere a governare, ma solo un diritto, quando si vincono le elezioni o si riesce a mettere insieme una maggioranza alternativa all'attuale.

      • BoldNov 28, 2016 at 1:13 PM

        Vendola e Civati si sono candidati alle elezioni con l'ambizione di governare. Direi che questo è più che provato dal fatto che, per un po' di tempo, hanno effettivamente governato! Facevano parte della maggioranza, sotto il governo Letta.

        Grillo, o per meglio dire il Movimento 5 Stelle, si è candidato con l'ambizione di governare. In tutte le consultazioni con il Presidente della Repubblica, sia quelle che hanno portato al governo Letta che quelle che hanno portato al governo Renzi, ha chiesto di ricevere l'incarico a formare un governo, per poter presentarsi alle Camere e chiedere la fiducia sul suo programma.

        Ripeto la domanda: Tutti i partiti si candidano alle elezioni perché ambiscono a governare, siamo d'accordo?

      • MaleInItaly1978Nov 28, 2016 at 2:10 PM

        Civati non ha votato la fiducia al governo Letta.

        Grillo non vuole governare, se non fosse così avrebbe proposto un nome come Presidente del Consiglio durante le consultazioni del Quirinale: tu lo sai per caso?

        Ripeto la risposta: no. Ci sono partiti che esistono solo come forza d'opposizione: Vendola ha non vinto le elezioni in alleanza con Bersani e Tabacci, secondo il tuo ragionamento avrebbe avuto il dovere di governare. E invece, appena fiutata l'aria di governo, ha alzato i tacchi, già scottato dall'esperienza pugliese, dalla quale è uscito con le ossa rotte ( https://www.elezioni.regione.puglia.it/files/rg02.pdf ).

      • BoldNov 28, 2016 at 2:45 PM

        Civati ha votato tutte le fiducie al governo Letta, e anche le prime fiducie al governo Renzi. http://espresso.repubblica.it/palazzo/2014/02/25/news/giuseppe-civati-e-la-fiducia-al-governo-ecco-perche-ho-dovuto-votare-si-1.154902

        Grillo ha chiesto di avere l'incarico, se lo avesse avuto avrebbe indicato il nome del Presidente del Consiglio. Non troppo ortodosso come atteggiamento, indubbiamente, ma non c'è dubbio che rivela in maniera chiara l'ambizione a governare. http://oltrelostretto.blogsicilia.it/consultazioni-grillo-da-napolitano-al-quirinale-senza-casaleggio/173983/

        D'altronde, se non si ambisce a governare per quale altro scopo candidarsi alle elezioni? Non me ne viene in mente alcuna.

      • MaleInItaly1978Nov 28, 2016 at 3:12 PM

        Almeno leggilo quello che linki...

        "«Io continuo a non fidarmi» ripete Giuseppe Civati all'Espresso, che però vota la fiducia al governo di Matteo Renzi."

        Che mai vuol dire Grillo ha chiesto l'incarico e poi avrebbe indicato il nome? su quale pianeta l'incarico di premier si conferisce a un partito e non a una persona? ma davvero stiamo a questi livelli?

        Se fossi più smaliziato sapresti che stare all'opposizione è un affare. Se anche non fossi un'azienda/partito come il M5S/Casaleggio, godresti di un potere immenso di trattativa, specie con un sistema di maggioranze deboli (per quello vuole il proporzionale, mica per altro): ti faccio passare questo provvedimento, questa nomina in cambio di un'altra nomina, di un altro provvedimento; è la politica, bellezza (cit).

      • BoldNov 28, 2016 at 4:00 PM

        Quale parte di "che però vota la fiducia" non ti è chiaro cosa voglia dire, di grazia? ;-)

      • MaleInItaly1978Nov 29, 2016 at 12:31 PM

        Questa parte:

        "Civati ha votato tutte le fiducie al governo Letta, e anche le prime fiducie al governo Renzi. http://espresso.repubblica.it/palazzo/2014/02/25/news/giuseppe-civati-e-la-fiducia-al-governo-ecco-perche-ho-dovuto-votare-si-1.154902"

        Ribadisco: Civati non ha votato la fiducia a Letta.

        http://www.polisblog.it/post/81949/civati-scioglie-la-riserva-no-a-fiducia

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