Italian, EU, World Politics
Luigi Manconi: "Non si può obbligare un Comune ad accogliere i profughi"
Luigi Manconi: "Non si può obbligare un Comune ad accogliere i profughi"
Il senatore Luigi Manconi: "Andiamo oltre buonismo e cattivismo: ci sono solo politiche efficaci o meno. Come non si può chiamare lager un Cie". Il nuovo piano del Viminale sull'accoglienza? "Buono, ma i soldi non bastano e non possiamo costringere i sindaci"
linkiesta.it
Vi sottopongo questa riflessione del Sen. Manconi (PD). Come pensate che si possa e si debba affrontare la questione dell'accoglienza di profughi, rifugiati e migranti? Il Governo può imporre la sua volonta agli Enti Locali?




Io non ne sono proprio sicuro se è giusto imporre la volontà sugli enti locali, so solo che davanti ad una emergenza umanitaria come questa tutti (enti locali, Stato Italiano e Unione Europea) devono fare la propria parte
Sì. Nel caso della gestione, in emergenza o meno, di migranti bisogna andare oltre le esigenze degli amministratori locali, in alcune realtà più preoccupati di non scontentare i propri elettori che di fare la cosa più corretta. Ognuno deve fare la propria parte. Altrimenti dovremmo anche accettare il fatto che tra i paesi UE quelli che alzano muri, che rifiutano le quote, siano legittimati a farlo.
Condivido pienamente il tuo punto di vista, i comuni e, prima ancora, le comunità devono contribuire ad affrontare i problemi del Paese. Magari facendo uno sforzo per capire che l'isolamento e l'isolazionismo, i muri e le barricate non hanno mai protetto nessuno. Il Governo, dal mio punto di vista, oltre che economicamente, dovrebbe incentivare l'accoglienza specie in quei borghi fantasma che punteggiano la Penisola, donando nuova linfa vitale, innestando nuove culture su quelle realtà. Oltre ciò si dovrebbe pensare anche ad un inserimento nel tessuto urbano delle grandi città, evitando di ripetere l'errore francese delle banlieues abbandonate che diventano fertile terreno di coltura per estremismi di ogni tipo, dove l'esclusione dalla società e la mancanza di opportunità sono il più efficace strumento di reclutamento.
I comuni potrebbero avvalersi anche della collaborazione dei cittadini. Penso a realtà come il Baobab di Roma, che grazie ad azioni di volontari e contributi di singoli cittadini ha accolto e aiutato migliaia di migranti per mesi. Ci sono strutture inutilizzate di proprietà degli enti locali che potrebbero essere riqualificate e destinate all'accoglienza, per dirne una. Prima però dobbiamo superare un ostacolo ideologico enorme, costituito dalla convinzione che aiutare "gli altri" tolga risorse all'assistenza degli "italiani". Per questo,tornando allo spunto iniziale, non credo sia accettabile che gli enti locali si rifiutino di fare la propria parte in tema di accoglienza, né che quattro cittadini "esasperati" alzino barricate senza che nessuno risponda di conseguenza.